Bettona è un piccolo Comune situato al centro della Regione Umbria, da sempre definita "il cuore verde d'Italia", posizionato nel mezzo del tragitto che unisce Roma a Firenze.
E' situata al centro dell’Umbria su un colle eternamente colorato di verde, dal quale si gode una splendida veduta di città come Perugia, Assisi, Spello, dalle quali dista dai 16 ai 24 km.
panorama Nord-Ovest con veduta su Perugia
Dalla passeggiata che segue il perimetro delle antiche mura è come affacciarsi ad un balcone
e abbracciare con lo sguardo la pianura umbra da un lato e le colline dei “Monti Martani” dall’altro.
La Storia
Senza dubbio le origini di Bettona sono Umbro-Etrusche, come attestano studiosi di provata fiducia, numerosi reperti archeologici del suo territorio e le ben conservate mura castellane, poggianti in varie parti su quelle originarie. Incerto è l'etimo del nome: c'è chi dice "Beth-ona" che
in fenicio significa "casa maritale"; altri dicono " Vetus" estendendo il termine anche al linguaggio etrusco, donde "Vetumna" avrà voluto significare "paese degli antichi", cioè di popoli preesistenti alla venuta degli Etruschi.
tomba etrusca IV° secolo a.c.
tomba etrusca IV° secolo a.c.
Nella Tavola Peutingeriana è chiamata Vettona, mentre Plinio il Vecchio nella rassegna dei popoli dell'Umbria chiama i bettonesi "Vettonenses". Quando l'Umbria passò sotto il dominio romano, Bettona fu ascritta alle colonie Clusturmina e Lemonia e fu municipio. Nella guerra civile fra Augusto e Marcantonio parteggiò per quest'ultimo, cosicché subì gravi danni dal vincitore, anche perché aveva concesso rifugio a molti profughi perugini.
A Bettona passava l'importante via Amerina, una delle più frequentate strade per il Nord. Con l'avvento del cristianesimo la città fu evangelizzata secondo la tradizione da S.Crispolto, giunto dall'Asia e assegnato pastore dal primate dell'Umbria S.Brizio per espresso volere di S. Pietro, e divenne sede vescovile.
“tratto della cinta muraria etrusca”
Durante le invasioni barbariche anche per Bettona cominciò una rapida decadenza. Primo a farle gravi danni fu Totila nel 548; passò poi sotto il dominio bizantino ed in seguito al Ducato Longobardo di Spoleto. Nel XII° secolo cominciò la rinascita nell'ambito di quel vasto movimento autonomistico delle città italiane. Nel 1198 Corrado d'Urslingen, duca di Spoleto, scomunicato da Innocenzo III° , fu costretto a cedere parte del ducato alla Chiesa e Bettona così passò dalla sudditanza dell'Impero a quella della Chiesa Romana. La giurisdizione ecclesiastica su Bettona spettava alla diocesi di Assisi, ma gli Assisani vollero impadronirsi di questa città anche politicamente: per questo si combatté per circa 30 anni, finché i Bettonesi furono costretti a sottomettersi nel 1223. In seguito approfittando della politica di rivendicazioni imperiali di Federico II°, Bettona si alleò con Foligno e l'Imperatore contro Assisi e Perugia, scrollandosi così di dosso l'atto di sottomissione. Nel 1267 Bettona prese il corpo di S. Crispolto, che era custodito in un luogo detto "La Piana" e lo portò fra le sue mura nella Chiesa omonima.
Gli Assisani, che vantavano dei diritti su quel luogo, chiesero l'aiuto dei Perugini contro Bettona. Per intercessione del Cardinale Savello, futuro papa con il nome di Onorio IV°, si giunse ad un accordo con la cessione dell'oratorio di S. Crispolto, annesso all'omonima Chiesa, ai Frati Minori. Seguì un periodo di relativa autonomia (forte era il controllo della vicina e potente Perugia) e prosperità, ma nel 1352 Bettona, che si era lasciata coinvolgere in vicende di più ampio respiro, fu costretta ad arrendersi a Perugia dopo un durissimo assedio. La città venne arsa e demolita, unica eccezione le Chiese: 157 uomini dei primari del luogo vennero condotti prigionieri a Perugia e con essi il corpo di S. Crispolto; le pietre di Bettona vennero usate per il costruendo Palazzo dei Priori. Nel 1367 il Cardinale Albornoz comandò che la città venisse ricostruita in una cerchia di mura più ristretta della precedente, ma ben più fortificata.
Nel 1371 Bettona riebbe anche il corpo del suo Santo protettore e martire, tenuto quindi a Perugia per diciannove anni. Dopo aver partecipato attivamente negli anni 1377-79 a fianco del Papa Gregorio XI° ad una nuova guerra contro Perugia e Firenze, unite nella Lega della Libertà, guerra chiamata anche degli "Otto Santi", Bettona passò dal 1389 al 1425 sotto la Signoria dei Trinci di Foligno.
Nel 1425 la città fu concessa dal Papa ai Baglioni di Perugia e, essendosi opposti i Bettonesi a questa disposizione, fu nel 1439 sottomessa con la forza da Malatesta Baglioni. Nel 1648 passerà definitivamente sotto il dominio diretto della Santa Sede e ne seguirà le sorti fino alla Unificazione Nazionale.
Le mura urbiche oggi
Le mura urbiche oggi
L'Arte
Il territorio di Bettona offre notevoli testimonianze storico artistiche. Frà queste si segnala il “Palazzetto del Podestà”, nel centro storico del Capoluogo. Costruito nel 1371, un tempo residenza del Podestà e dei Governatori, è oggi sede della Pinacoteca Comunale. Il museo, notevole raccolta artistica ed archeologica
costituita nei primi anni del ‘900, è stato ristrutturato e riaperto nel 1996. Di grande interesse nella ricca raccolta espositiva sono le opere provenienti dalle chiese locali, quali la “Madonna della Misericordia” del Perugino, nonché altre opere di Iacopo Siculo, Dono Doni, Fiorenzo di Lorenzo e del Della Robbia.
Perugino: Madonna della Misericordia
Palazzetto del Podestà – Pinacoteca
Frà queste si segnala “l’Oratorio di S.Andrea”, nel centro storico del capoluogo. L’edificio originale del XII° secolo, più volte danneggiato, ha assunto l’attuale struttura in epoca barocca. Nell’interno un ciclo pittorico di scuola Giottesca datato 1394 raffigurante la passione di Cristo; il soffitto ligneo a cassettoni opera di Benedetto da Montepulciano (sec. XVI°); l’altare maggiore con squisiti stucchi a contornare la tela raffigurante il martirio di S.Andrea, Scuola Cortonese del XVIII° secolo.
La chiesa di S.Crispolto, nel centro storico del Capoluogo, fu eretta dai monaci benedettini agli inizi del XIII° secolo, per conservarvi il corpo del Santo Patrono. Il tempio è a croce latina e nei secoli è stato oggetto di numerosi interventi. Del primitivo stile romanico mantiene il campanile cuspidato. L’attuale facciata è opera del romano Antonio Stefanucci (1795 – 1797) allievo del Vanvitelli. All’interno si possono ammirare il busto del Santo in rame argentato dei primi del XVIII° secolo, l’organo del 1564 opera del cortonese Cianciulla Romani, una tela del 1590 presso l’altare maggiore. Nel transetto sinistro è conservato un ciclo pittorico di trentasei opere raffiguranti la leggenda di S.Crispolto.
La chiesa di S.Maria Maggiore, nel centro storico, è la chiesa madre del territorio di Bettona. Le sue origini risalgono agli albori del cristianesimo; secondo la tradizione sorge sulla casa della prima miracolata da S.Crispolto. Nel 1225 fu ingrandita e riconsacrata alla presenza dei vescovi di Perugia, Assisi e Foligno. Negli anni 1803 – 1816 fu restaurata e sistemata nella forma attuale, neoclassica, dall’architetto Giovanni Cerrini di Perugia. Dell’antica chiesa romano – gotica rimane una cappella dedicata a S.Rita. L’altare maggiore è adornato da un ciborio a forma di tempietto con cupola, finemente eseguito nel 1590 dal bettonese Cruciano Egiduzio. L’abside è stata affrescata nel 1939 dal pittore futurista Gerardo Dottori.
Nella zona di Passaggio si segnalano la Villa del Boccaglione, raro esempio architettonico del ‘700, di proprietà del Ministero dei Beni Culturali, attualmente in restauro, la Badia di S.Crispolto, monastero fondato intorno al 1000 da monaci benedettini, attualmente casa privata, nonché la chiesetta di S.Quirico di architettura romanica.
l’Oratorio di S.Andrea
La chiesa di S.Crispolto
Frà queste si segnala “l’Oratorio di S.Andrea”, nel centro storico del capoluogo. L’edificio originale del XII° secolo, più volte danneggiato, ha assunto l’attuale struttura in epoca barocca. Nell’interno un ciclo pittorico di scuola Giottesca datato 1394 raffigurante la passione di Cristo; il soffitto ligneo a cassettoni opera di Benedetto da Montepulciano (sec. XVI°);
l’altare maggiore con squisiti stucchi a contornare la tela raffigurante il martirio di S.Andrea, Scuola Cortonese del XVIII° secolo. La chiesa di S.Crispolto, nel centro storico del Capoluogo, fu eretta dai monaci benedettini agli inizi del XIII° secolo, per conservarvi il corpo del Santo Patrono. Il tempio è a croce latina e nei secoli è stato oggetto di numerosi interventi. Del primitivo stile romanico mantiene il campanile cuspidato. L’attuale facciata è opera del romano Antonio Stefanucci (1795 – 1797) allievo del Vanvitelli. All’interno si possono ammirare il busto del Santo in rame argentato dei primi del XVIII° secolo, l’organo del 1564 opera del cortonese Cianciulla Romani, una tela del 1590 presso l’altare maggiore. Nel transetto sinistro è conservato un ciclo pittorico di trentasei opere raffiguranti la leggenda di S.Crispolto.
La chiesa di S.Maria Maggiore, nel centro storico, è la chiesa madre del territorio di Bettona. Le sue origini risalgono agli albori del cristianesimo; secondo la tradizione sorge sulla casa della prima miracolata da S.Crispolto. Nel 1225 fu ingrandita e riconsacrata alla presenza dei vescovi di Perugia, Assisi e Foligno.
La chiesa di S.Maria Maggiore
La chiesa di S.Maria Maggiore
Negli anni 1803 – 1816 fu restaurata e sistemata nella forma attuale, neoclassica, dall’architetto Giovanni Cerrini di Perugia.
Dell’antica chiesa romano – gotica rimane una cappella dedicata a S.Rita. L’altare maggiore è adornato da un ciborio a forma di tempietto con cupola, finemente eseguito nel 1590 dal bettonese Cruciano Egiduzio.
L’abside è stata affrescata nel 1939 dal pittore futurista Gerardo Dottori.
Nella zona di Passaggio si segnalano la Villa del Boccaglione, raro esempio architettonico del ‘700, di proprietà del Ministero dei Beni Culturali, attualmente in restauro, la Badia di S.Crispolto, monastero fondato intorno al 1000 da monaci benedettini, attualmente casa privata, nonché la chiesetta di S.Quirico di architettura romanica.